Il prolasso della ghiandola della terza palpebra, comunemente denominato “cerry eye” per il caratteristico aspetto a ciliegia, costituisce la patologia più frequente a carico della membrana nittitante.

La sua patogenesi sembra ricondursi a una lassità del tessuto connettivo che tiene ancorata la base della ghiandola ai tessuti periorbitali. E’ di solito bilaterale (anche se le due ghiandole non prolassano sempre contemporaneamente) e può apparire e scomparire ciclicamente fino a quando, per irritazione a causa della sua esposizione cronica, si ingrossa talmente da non riuscire più ad entrare nella sua corretta posizione.

Presenta una forte predisposizione razziale (Cocker americano, Lhasa Apso Pechinese, Beagle, Bulldog inglese, Basset Hound, Boxer..) e si manifesta di solito negli animali giovani al di sotto dei due anni d’età. In alcuni casi è secondario a un processo infiammatorio della ghiandola: l’aumento della pressione intra-orbitale che ne deriva, fa risalire la ghiandola tra la membrana nittitante e il globo oculare. Presenta un’alta incidenza nel cane, bassa nel gatto; in quest’ultima specie, sembra particolarmente predisposto il Burmese, anche se la patologia è stata descritta in altre razze.

I segni clinici sono dati dalla comparsa improvvisa di una massa rosata nell’angolo interno dell’occhio, frequentemente associata a congiuntivite e secrezioni siero-mucose.

La terapia consiste nel riposizionamento chirurgico della ghiandola attraverso svariate tecniche (fissazione al periostio orbitale, creazione di una tasca nella quale viene suturata, ecc..). L’asportazione della ghiandola è fortemente sconsigliata a causa della sua importantissima funzione nella produzione del film lacrimale.