L’ulcera corneale rappresenta un motivo di visita frequente nell’ambito delle patologie oculari del cane e del gatto e risulta dalla perdita di sostanza di uno o più strati della cornea.

A seconda della profondità della lesione, le ulcere si possono classificare in epiteliali, stromali e decemetoceli, fino ad arrivare alla perforazione corneale. Le ulcere epiteliali sono molto superficiali perché la perdita di sostanza interessa solo la parte più esterna della cornea, definita “epitelio corneale”; quando l’ulcera raggiunge la parte intermedia, che rappresenta circa il 90% della cornea ed è definita “stroma corneale”, viene definita ulcera stromale. Il descemetocele è invece un’ulcera in cui la perdita di tessuto raggiunge la “membrana di Descemet”, membrana sottilissima (soprattutto negli animali giovani) che precede l’ultimo strato corneale, l’“endotelio corneale”, costituito da un solo strato di cellule. Le ulcere stromali profonde e i descemetoceli rappresentano entità patologiche estremamente delicate perché possono esitare nella perforazione corneale.

I segni clinici consistono in blefarospasmo, fotofobia, lacrimazione, secrezioni muco-purulente. La diagnosi si effettua mediante l’utilizzo del test alla fluoresceina, colorante che colora solo la zona interessata dalla perdita di sostanza. La visita oculistica completa permette poi di ricercare eventuali fattori responsabili della lesione, come cherato-congiuntivite secca, anomalie di posizione delle palpebre, problemi neurologici, anomalie delle ciglia, ecc..

Poiché il principale rischio di un’ulcera è la possibile contaminazione batterica, la terapia d’attacco consiste nella somministrazione di colliri o pomate a base di antibiotici, mentre la somministrazione topica di sostanze lubrificanti (lacrime artificiali) faciliterà la cicatrizzazione delle lesioni; in alcuni casi alla terapia medica si può associare l’applicazione di una lente a contatto specifica (riassorbibile o meno), sistema di protezione meccanico che favorisce la cicatrizzazione sottostante, il passaggio di ossigeno, lacrime e molecole contenute nei colliri. In caso di ulcera corneale secondaria a una patologia oculare, si metterà in atto la terapia per la patologia stessa. Se la perdita di sostanza supera la metà dello spessore corneale, sarà necessario invece un trattamento chirurgico mirato a rinforzare il cratere formatosi nello spessore della cornea, come il lembo congiuntivale, il trapianto di tessuti biocompatibili o la trasposizione corneo-congiuntivale.